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Il territorio

Nelle immediate vicinanze dell' antico Borgo sorgono centri ricreativi quali: Campo di Golf 9 buche, Tennis ed escursioni in Mountain Bike.


Montefiore dell'Aso

Montefiore dell'Aso

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Tipico borgo di stile medievale dell'entroterra marchigiano il centro storico di Montefiore si presenta oggi abbastanza ben conservato: sono rimasti notevoli tratti di cinta muraria muniti di porte e sei torrioni risalenti ai sec. XV e XVI. La visita offre al turista gradevoli scorci e preziose testimonianze del passato storico-artistico del paese.

Dal Belvedere De Carolis, suggestivo terrazzo panoramico, attraverso la porta Aspromonte si accede al centro storico e si giunge nel cuore del paese, dominato dalla Collegiata di Santa Lucia. Continuando la nostra passeggiata per il centro del paese è d'obbligo una tappa presso il Polo Museale di San Francesco ( http://www.museipiceni.it/page.asp?id=103031100 ), la costruzione del complesso conventuale di San Francesco, nella zona ovest del centro urbano di Montefiore dell'Aso, risale al XIII secolo. 

Alcune testimonianze attestano l'inizio della fabbrica: una bolla del papa Innocenzo IV, datata 1247, esorta i fedeli alla generosità per il completamento della chiesa e dei fabbricati dei frati Minori; nella stessa chiesa, una lapide riporta la benedizione della prima pietra avvenuta nel 1264 per mano di papa Urbano IV. 

La storia del convento è strettamente legata all'evoluzione dell'ordine francescano in terra marchigiana. Superate le difficoltà dei primi anni nei rapporti sia con il clero secolare, sia con gli ordini monastici esistenti (si pensi alla stretta maglia insediativa dei benedettini farfensi), si giunge ad una vera e propria integrazione con la realtà locale. Il consolidarsi dell'attività dei frati, inoltre, è stata favorita dalla benevolenza del Cardinal Partino, comprovata dal riconoscimento che lo stesso ottenne con la realizzazione del monumento funerario dedicato alla sua famiglia (1302-1311). 

L'ampiezza del complesso e l'articolazione degli edifici rivelano l'importanza acquisita nel tempo. Nel 1497 lo si descrive come un convento attivo e vitale. Eretto secondo i canoni proporzionali delle costruzioni francescane, è citato e descritto nel testo seicentesco Genealogia di Ilario Altobelli. L'autore presenta lo schema del Convento, della Chiesa e dei due Chiostri, uno nella corte interna a scopo meditativo, l'altro, ad uso di hortus conclusus, localizzato nell'attuale piazza di San Francesco. 

Dall'analisi completa del manoscritto citato, si deduce che il complesso di Montefiore è riconducibile al prototipo insediativo degli organismi monastici francescani: locali disposti intorno al chiostro principale, la chiesa con disposizione tangenziale ad un lato delle stesso, il refettorio, la Sala Capitolare. Nel 1653 subì la soppressione innocenziana. Restituito all'ordine tramite acquisto nel 1682, fu sottoposto a restauri. Seguì un nuovo periodo di floridezza testimoniata da una nota del 1818, nel quale se ne documenta l'ottimo stato. 

A seguito della soppressione degli ordini monastici, divenuto di proprietà pubblica nel 1860, fu adibito a scuole ed abitazioni private, subendo gravi deturpazioni. Durante la seconda guerra mondiale, fu utilizzato come ricovero per gli sfollati. Seguirono anni di totale abbandono. 

Il complesso conventuale ristrutturato a seguito degli eventi sismici del 1997, è stato destinato dall'Amministrazione Comunale a custodire e promuovere il patrimonio culturale civico. Il nuovo percorso museale si snoda negli ambienti conventuali accogliendo la Sala Carlo Crivelli, il Centro di Documentazione Scenografica Giancarlo Basili, il Museo Adolfo de Carolis, il Museo della Civiltà Contadina, la Collezione Domenico Cantatore. 

Il complesso museale accoglie inoltre associazioni ed altre attività culturali come la corale cittadina nella sala denominata "La Musica a Montefiore dell'Aso" , la scuola di pittura ed incisione nel "Laboratorio delle Arti e dei Mestieri" , l'artigianato artistico nella "Bottega delle Arti". Distribuita all'interno di alcuni locali del Polo museale si trova inoltre la Collezione d'arte contemporanea "Premio Pino Mori". In essa sono raccolti tutti i primi premi del concorso di pittura avviato nel 1995 e dedicato all'artista nato a Campofilone nel 1920 e morto a Montegiorgio nel 1994. 

Da ricordare infine la Chiesa di San Filippo Neri che si trova poco fuori dal centro del paese: edificata sulla base di una piccola chiesa del 1573 detta santa Maria del Monte, venne ristrutturata alla fine del XVII secolo dalla congregazione dei Filippini che la dedicarono al loro fondatore. Terminato il percorso storico artistico proponiamo al visitatore di dirigersi verso il rigoglioso ed attrezzato Parco G. De Vecchis dove è possibile fare una rilassante sosta immersi nel verde respirando l'aria pura e salubre delle nostre colline. 

Nei dintorni le ricche città d'arte: Fermo, Ascoli Piceno, Macerata, Recanati, Urbino (15 min. - 2 ore) i suggestivi borghi medievali e rinascimentali: Monterubbiano, Moresco Torre di Palme, Montefiore dell'Aso, Ripatransone, Offida (10 - 30 min) le abbazie romaniche nel Piceno e lungo il fiume Chienti (40 min) i siti archeologici: Monterinaldo, Falerone, Cupramarittima (10- 25 min) le fonti termali: Sarnano e Acquasanta (40 min) l'incantevole Parco dei Monti Sibillini (35 min). o La spiaggia di Cupramarittima è appena a 8 chilometri. 

Le località balneari di Porto San Giorgio, Pedaso, Grottammare e San Benedetto del Tronto sono raggiungibili in soli 15- 20 minuti di auto. o Sul litorale i luoghi di divertimento e intrattenimento musicale non mancano, mentre a Macerata (45 min) l'Arena Sferisterio è sede della stagione operistica estiva di risonanza internazionale. o Feste medievali, rievocazioni storiche in costumi d'epoca e stuzzicanti sagre paesane allietano e colorano ovunque i vicoli dei pittoreschi centri storici. o Numerosi sono i mercatini d'antiquariato, le botteghe artigiane e aziende agricole dove acquistare: vasi in terracotta, oggetti in vimini, ceramiche decorate, pizzi al tombolo, cappelli di paglia intrecciata, rame e ferro battuto, lane colorate con tinture naturali, confetture e prodotti tipici.


Ascoli Piceno

Ascoli piceno

Ascoli Piceno, capoluogo del territorio, è una città dalla storia antica quanto o forse anche più di quella di Roma. La leggenda vuole che la città sia stata fondata nel IX secolo a.C. dai Sabini che, seguendo un picchio, sacro al dio della guerra Marte, arrivarono in questa splendida vallata. La città, che nella sua storia venne più volte conquistata da Roma, dai Longobardi, da Federico II e da diverse signorie, riporta in sé le tracce del passaggio di tutti questi domini. Troverete così il ponte e l'anfiteatro romani, le chiese romaniche, gotiche e rinascimentali, i palazzi signorili e le loro cento torri. Non potrete poi non visitare piazza Arringo e piazza del Popolo, chiamata il salotto d'Italia, dove troverete il bellissimo caffè in stile Liberty "Meletti" che conserva ancora intatto tutto il fascino della Belle Epoque. Vicino Ascoli Piceno meritano sicuramente una visita il piccolo paese-roccaforte di Castel Trosino o la rinnovata abbazia di Valledacqua, splendido monastero fondato dai Farfensi attorno all'anno 1100 e oggi sede di un monastero di monache Camaldolesi.